Counterculture
The Tale Untold
Self Produced
Pubblicato il 17/11/2024 da Lorenzo Becciani
Songs
1. Intro
2. Show Me
3. Burn It Down
4. Dream
5. Paper
6. The Craving
7. Make Believe
8. Devils Doom
9. God Complex
10. All Time High
11. Coffee (Reimagined)

Un po’ Destrage, un po’ Lacuna Coil, un po’ Volumes e un po’ Suffocation. La formazione guidata da Eliss Hall sa sicuramente intrattenere e questo debutto su lunga distanza è senza dubbio tra le migliori autoproduzioni dell’anno. In Nebraska, lo sappiamo, fa molto freddo e la socialità non è sempre perseguita. Così i ragazzi si sono chiusi in sala prove e hanno tentato di mischiare tutte le loro conoscenze in ambito metal, comprese escursioni in territori estremi, senza dimenticare che elettronica e pop (‘The Craving’) possono essere molto funzionali in ambito compositivo. ‘Counterculture’ è un disco alquanto singolare e variegato, che sarebbe stato incensato a lungo se solo fosse uscito negli anni novanta. Non è così, ma risulta in ogni caso un ascolto molto interessante, vuoi per le parti vocali bizzarre della Hall e vuoi per gli arrangiamenti che non lasciano mai nulla di scontato. Tecnicamente la band può ancora crescere, ma pezzi come ‘Show Me’, ‘Burn It Down’ e ‘Dream’, con Jordan Rush alla chitarra solista, costituiscono una base solida per costruire una fanbase importante e anche la seconda parte della scaletta svela sorprese (‘God Complex’ e ‘Coffee (Reimagined)’. Un passo avanti significativo rispetto ai mini album ‘Only Temporary’ e ‘Chapter II’, in attesa di un tour che ci permetta di valutare le abilità dei ragazzi anche nella dimensione live.

Songs
1. Intro
2. Show Me
3. Burn It Down
4. Dream
5. Paper
6. The Craving
7. Make Believe
8. Devils Doom
9. God Complex
10. All Time High
11. Coffee (Reimagined)
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